ragazza che guarda spaventata le punte dei suoi capelli

Cosa sono le doppie punte?

Inizia ad ascoltare

Ci sono parole che in tricologia evocano un piccolo brivido. “Doppie punte” è una di queste.

Tutti ne parlano, tutti le temono, ma pochi sanno cosa sono davvero e perché compaiono.
Nella nuova puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta ed Elena Pozzan affrontano uno dei temi più richiesti e fraintesi della cura dei capelli.

Cosa sono le doppie punte?

Il nome è fuorviante: non sempre sono “doppie”.

Elena racconta di aver visto veri e propri ventagli di fratture, anche quadruple, quintuple. Per comodità le chiamiamo così, ma il termine tecnico sarebbe tricoptilosi: una parola complicata per indicare una cosa semplice. La punta del capello si apre perché si rompe la sua protezione esterna, la cuticola, e la parte interna, le fibre di cheratina, rimane esposta, spezzandosi.

Elena fa un paragone chiarissimo: immaginare un filo elettrico spellato. Se togli la plastica esterna, restano i microfilamenti di rame, liberi e vulnerabili. Nei capelli accade la stessa cosa: quando la cuticola è danneggiata, la struttura interna si divide.

Perché si formano le doppie punte?

Alla radice c’è sempre un maltrattamento dello stelo.

Piastra usata ad alte temperature, phon troppo aggressivi, mancanza di protezione termica, spazzolature brusche, nodi strappati, fibre inaridite, lunghezze lasciate senza idratazione. Tutto ciò indebolisce progressivamente la cuticola.

Il capello è resistente ma non eterno. Più è lungo, più è vecchio, e più è stato esposto a calore, attrito, lavaggi, styling, vento, cuscini, vestiti. Arriva un momento in cui cede.

Come si prevengono le doppie punte?

La vera prevenzione sta nelle abitudini quotidiane.

Il conditioner dopo lo shampoo è essenziale perché riduce l’attrito e scioglie i nodi senza strappi. Le maschere aiutano a mantenere idratazione e flessibilità. I termoprotettori creano una barriera quando si usano strumenti caldi. Una spazzolatura delicata protegge la cuticola e riduce le microfratture che, nel tempo, diventano vere e proprie “punte aperte”.

Non è questione di prodotti “miracolosi”, ma di costanza e cura.

E se ormai le punte sono già aperte?

Qui Elena è categorica: niente trucchi, niente magie, niente candele.

Tagliare è l’unico rimedio reale.

Bruciare le punte, come si vede sui social, non risolve nulla: lascia la fibra danneggiata e la indebolisce ancora di più. Esistono prodotti che “incollano” temporaneamente la punta, ma sono soluzioni cosmetiche, non riparative. La frattura rimane.

La forbice è l’unico strumento che elimina il danno.

È vero che anche i tessuti possono contribuire a formare le doppie punte?

Sì, quando il capello è già indebolito.

Colli delle camicie, sciarpe ruvide, maglioni sintetici, attriti continui sulla punta: tutto questo può peggiorare la situazione. Una fibra già fragile non ha la forza per resistere a lungo.

Ecco perché la seta, sia nelle federe che negli accessori, è utile. Non fa miracoli, ma riduce l’attrito e aiuta a mantenere la fibra più composta.

Come faccio a capire se ho davvero le doppie punte?

A occhio nudo spesso non è semplice.

E molte persone credono di averle senza averle davvero o il contrario. Per questo Elena ricorda l’importanza dell’analisi con la microcamera: ingrandendo lo stelo anche di cento volte, si può vedere chiaramente ciò che a occhio nudo appare solo come “capello crespo”.

Il tecnico tricologo formato all’Accademia di Tricologia è la figura più adatta a fare questa valutazione in modo professionale.

Piastra: usarla sì o no?

La risposta è: usarla bene.

Elena lo dice senza giri di parole: uno strumento economico, di bassa qualità o preso in una raccolta punti è il primo passo verso le doppie punte. Le piastre professionali hanno piatti costruiti con materiali nobili che distribuiscono il calore in modo uniforme e controllato.

Anche la temperatura va gestita. Le piastre arrivano a 230 gradi, ma non è necessario usarle sempre al massimo. Il buon senso è la chiave: temperature moderate, termoprotettore, frequenza d’uso ridotta quando possibile.

Il capello sopporta più di un dito, come dice Elena, ma non è indistruttibile.

Un capello può essere sempre perfetto?

La verità è che no, non esiste una fibra che possa affrontare calore quotidiano, attrito e styling continui senza cedere. A volte accettare un capello fuori posto oggi significa salvarne molti di più domani.

La bellezza dei capelli non sta solo nella loro forma, ma nel loro equilibrio. E il benessere dello stelo si costruisce ogni giorno, non quando ormai si è costrette a correre ai ripari.

[Spoiler] Nel prossimo episodio

Giada chiude con una promessa di primavera e di mistero: la prossima puntata sarà una sorpresa. Si avvicinano la bella stagione e il periodo pasquale, ed è il momento

Condividi questo contenuto
Hosted by
Redazione
Prendi parte alla conversazione