C’è qualcosa di romantico nell’immagine del vento tra i capelli: i film lo celebrano, le canzoni lo evocano, le poesie lo dipingono come un simbolo di libertà. Ma cosa succede davvero quando l’aria – naturale o artificiale – incontra la nostra chioma?
In questa puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta ed Elena Pozzan affrontano uno dei temi più curiosi e spesso trascurati: il rapporto tra vento e capelli. Dal soffio leggero alla folata che scompiglia tutto, fino all’aria del phon, che di naturale ha ben poco ma che usiamo quasi ogni giorno.
Il vento fa bene o fa male ai capelli?
Come spesso accade, la risposta sta nella misura.
Il vento, soprattutto quando è molto freddo o molto caldo e secco, altera lo strato esterno del capello, solleva la cuticola, impoverisce l’idratazione interna e lascia lo stelo più opaco, spento, disordinato. Non solo li spettina: li disidrata.
C’è poi un altro effetto evidente: i nodi.
Quando i capelli vengono sballottati dal vento, il movimento continuo genera attrito fra le fibre. Più forte è il vento, più intenso è l’intreccio. E sciogliere quei nodi non è mai un gesto neutro: dita, pettini o spazzole rischiano di spezzare la fibra.
La chioma, dopo una giornata ventosa, appare spesso ruvida, opaca, come “impolverata”.
È una combinazione di due fattori: perdita di idratazione e micro danni della cuticola.
I capelli “respirano” meglio con il vento?
L’immagine è suggestiva, ma biologicamente sbagliata.
Il capello non respira e non assorbe ossigeno dall’esterno. La fibra dello stelo è materia cheratinizzata, e l’ossigeno necessario proviene dal follicolo, attraverso la microcircolazione.
Quindi no: il vento non permette ai capelli di “respirare di più”.
L’ossigeno è un affare interno, non esterno.
Tenere i capelli sciolti o legarli quando c’è vento?
Se i capelli sono lunghi, legarli o intrecciarli è quasi sempre la scelta più protettiva.
Lo scopo non è solo evitare i nodi, ma limitare la frizione che il vento crea sullo stelo.
Legare i capelli riduce ulteriormente la dispersione di idratazione e protegge la fibra, soprattutto in contesti in cui il vento è una costante, come sulle isole o in alta quota.
Un aiuto in più può venire da prodotti protettivi o da un cappello: ogni barriera che limita l’azione diretta del vento è una forma di cura.
Il vento naturale e quello del phon: sono la stessa cosa?
Solo in apparenza.
Il vento naturale porta con sé umidità, polvere, sale, particelle sospese e cambia continuamente intensità. Quello del phon è costante, secco, spesso molto caldo e non smette mai finché non lo spegniamo.
Per questo il phon può essere più dannoso del vento outdoor, soprattutto quando è usato ad alte temperature senza protezione.
Il calore diretto del phon apre la cuticola e, se non gestito correttamente, può disidratare rapidamente il capello.
Ecco perché la protezione termica non è un vezzo, ma un pilastro della routine: è l’unico modo per evitare danni che poi impiegano mesi a essere recuperati.
Asciugare i capelli all’aria o con il phon?
In estate il dilemma è comune: meglio asciugare i capelli all’aria aperta o usare il phon in casa?
La risposta ideale è una via di mezzo.
Elena suggerisce di asciugare bene il cuoio capelluto, perché l’umidità persistente – soprattutto in estate – può diventare terreno fertile per irritazioni o fastidi. Una volta che la radice è asciutta, il resto dello stelo può tranquillamente completare l’asciugatura all’aria, purché non si tratti di sole diretto a mezzogiorno o di vento forte e salato che arriverebbe dal mare.
Come sempre, vince l’equilibrio: evitare gli eccessi, sia di calore sia di esposizione.
Vento e mare: la combinazione più insidiosa
Il vento in una località balneare porta con sé particelle di sale e sabbia.
Capelli bagnati, sale, aria calda e vento formano un mix che indebolisce il capello più rapidamente di quanto sembri. La fibra si asciuga in modo disordinato, perde idratazione e diventa opaca.
È quel famoso “effetto Maga Magò” che Elena descrive con ironia: un capello povero di luce, ruvido, ribelle. È affascinante nella foto su Instagram, ma non nella realtà quotidiana, quando il capello resta danneggiato per mesi.
[Spoiler] Nel prossimo episodio
Giada chiude con un tema importante e spesso sottovalutato: psoriasi e cuoio capelluto.
Una condizione autoimmune che può influenzare profondamente il benessere della cute e dei capelli, che merita attenzione, comprensione e cura.
Nel prossimo episodio di Cosa ti dice la testa, Elena affronterà questo argomento con la sua solita chiarezza, spiegando come convivere con la psoriasi senza rinunciare a una chioma bella e sana.





