Benvenuti a Cosa ti dice la testa, il podcast in cui sfatiamo miti, rispondiamo alle domande più comuni e vi guidiamo nel mondo della cura dei capelli — e non solo — con un approccio scientifico e olistico integrato.
In questo episodio, Giada Cipolletta ed Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia e pioniera della tricologia integrata, affrontano uno degli argomenti che più spaventano quando si parla di capelli: l’alopecia.
Basta una piccola chiazza.
Magari la si scopre per caso davanti allo specchio. Oppure è il parrucchiere ad accorgersene mentre divide i capelli per una piega. A volte è una fotografia, altre volte una mano che passa tra i capelli e trova qualcosa di diverso dal solito.
Ed è proprio in quell’istante che iniziano le domande:
È grave?
Peggiorerà?
Ricresceranno?
Cosa sta succedendo?
Perché i capelli non sono mai solo capelli. Sono identità, immagine, abitudine. Sono il modo in cui siamo abituati a riconoscerci ogni mattina davanti allo specchio.
Quando qualcosa cambia all’improvviso, il panico arriva spesso molto prima delle spiegazioni.
Prima di entrare nel tema dell’alopecia, però, la conversazione riparte dalla puntata precedente, dedicata al sudore del cuoio capelluto. Una domanda, infatti, era rimasta sospesa: il sudore può far cadere i capelli?
La risposta di Elena è immediata e rassicurante: no.
Il sudore, di per sé, non provoca la caduta dei capelli. Il problema nasce quando il cuoio capelluto non viene deterso adeguatamente e si accumulano sudore, sebo, polveri e residui che, nel tempo, possono favorire condizioni infiammatorie profonde.
Ed è proprio da qui che diventa importante distinguere.
Alopecia e calvizie non sono la stessa cosa
Una delle convinzioni più diffuse è che alopecia e calvizie siano sinonimi. In realtà non è così.
Dal punto di vista tecnico, il termine “alopecia” indica qualsiasi forma di perdita dei capelli, sia temporanea sia permanente. È un contenitore molto ampio che comprende situazioni estremamente diverse tra loro.
La calvizie, invece, è una forma specifica di alopecia: l’alopecia androgenetica. Si tratta di una condizione influenzata dalla predisposizione genetica e dalla sensibilità dei follicoli agli ormoni androgeni, in particolare al diidrotestosterone, spesso abbreviato in DHT.
Questo significa che non è una questione di avere più ormoni rispetto ad altre persone, ma di come i follicoli reagiscono a tali ormoni.
L’alopecia areata: quando tutto cambia all’improvviso
Tra le diverse forme di alopecia, una delle più sorprendenti è l’alopecia areata.
La sua caratteristica principale è la velocità. Una persona può addormentarsi con una chioma apparentemente normale e risvegliarsi poche ore dopo con una o più chiazze completamente prive di capelli. È un evento che spesso genera grande paura proprio per la sua improvvisa comparsa.
L’alopecia areata è oggi considerata una condizione di natura autoimmune. In pratica, il sistema immunitario smette temporaneamente di riconoscere come “amici” alcuni elementi dell’organismo e attacca i follicoli piliferi, bloccandone improvvisamente l’attività.
Il risultato è una perdita localizzata e spesso repentina dei capelli.
Come si manifesta
L’alopecia areata può comparire in modi molto diversi. In alcuni casi si presenta con una piccola chiazza che passa quasi inosservata e viene scoperta casualmente durante una piega o un controllo tricologico. In altri casi le aree coinvolte possono essere più numerose o estese e tendere a unirsi tra loro.
Non esiste un comportamento identico per tutti. È proprio questa imprevedibilità che rende difficile fare previsioni certe sull’evoluzione del problema.
Per questo motivo l’osservazione professionale diventa fondamentale: strumenti come la microcamera permettono di valutare lo stato dell’area interessata e capire se il fenomeno si sta espandendo o se, al contrario, mostra segnali di recupero.
Esiste una cura per l’alopecia?
La risposta, almeno oggi, è che non esiste una cura universale e definitiva valida per ogni persona e per ogni forma di alopecia. Esistono però percorsi di supporto e strategie che possono aiutare.
In alcuni casi vengono utilizzati trattamenti farmacologici prescritti dal medico, spesso orientati a modulare la risposta infiammatoria del sistema immunitario. In altri casi si lavora sul sostegno generale dell’organismo e sull’individuazione dei fattori che possono aver contribuito alla comparsa del problema.
Perché l’alopecia areata raramente dipende da una sola causa. Stress, cambiamenti importanti, alterazioni immunitarie, squilibri metabolici e altri fattori possono intrecciarsi tra loro in modi molto diversi da persona a persona.
La buona notizia: spesso i capelli tornano
C’è però un aspetto estremamente importante che vale la pena ricordare. Nella maggior parte dei casi di alopecia areata il follicolo non scompare. Va in una sorta di pausa.
Questo significa che il capello può tornare a crescere.
A volte accade spontaneamente. A volte richiede più tempo. A volte necessita di un percorso di supporto più strutturato. Ma il fatto che oggi non ci siano capelli in quella zona non significa che non ce ne saranno mai più. Ed è proprio per questo che il panico è il peggior consigliere possibile.
Il ruolo dell’intestino e dell’equilibrio generale
Quando si parla di approccio integrato non si può ignorare un tema che ritorna spesso negli episodi di Cosa ti dice la testa: il benessere generale dell’organismo.
Anche nell’alopecia areata si osserva sempre più interesse verso il ruolo dell’intestino, del microbiota e dell’equilibrio immunitario.
Non significa che tutto dipenda dall’intestino.
Significa però che il corpo funziona come un sistema e che osservare una singola manifestazione senza considerare il resto sarebbe riduttivo.
Per questo il lavoro di un professionista non si limita a guardare la chiazza.
Guarda la persona.
Si può prevenire?
Se parliamo di alopecia areata, la risposta è molto complessa.
Trattandosi di un fenomeno spesso improvviso, non esistono segnali certi che permettano di prevederne l’arrivo.
Diverso è il caso dell’alopecia androgenetica.
Qui, invece, l’osservazione tricologica può individuare precocemente alcuni cambiamenti: capelli che diventano progressivamente più sottili, variazioni nella densità e nella distribuzione degli steli in determinate aree della testa.
È proprio in questi casi che la prevenzione e il monitoraggio possono fare una grande differenza.
Non affrontarla da soli
La comparsa di una forma di alopecia non coinvolge solo i capelli. Coinvolge anche il modo in cui ci vediamo.
Perdere capelli, anche temporaneamente, può generare ansia, insicurezza e paura. E spesso il disagio psicologico è molto più grande della manifestazione fisica.
Per questo l’accompagnamento professionale diventa importante tanto quanto l’osservazione tecnica.
Avere qualcuno che sappia spiegare, contestualizzare e guidare il percorso può fare la differenza tra vivere l’evento come una catastrofe o affrontarlo con maggiore consapevolezza.
Spoiler prossimo episodio
Abbiamo parlato di alopecia areata, ma cosa succede quando la perdita dei capelli è legata alla famosa calvizie? Alopecia androgenetica e calvizie sono davvero la stessa cosa? E soprattutto: quando un follicolo smette di produrre capelli, può tornare a farlo?
Nel prossimo episodio di Cosa ti dice la testa entreremo proprio nel cuore di questo tema.
Perché quando si parla di capelli che cadono, le domande non finiscono mai. E anche questa volta, la testa avrà molto da raccontare.






[…] per settimane o addirittura mesi, il rischio è quello di sviluppare una condizione chiamata alopecia da […]