ragazza con capelli arruffati triste sul lettino in spiaggia

L’estate sta finendo, anche per i capelli

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C’è una canzone che, ogni anno, torna puntuale a ricordarci che una stagione sta per chiudersi: L’estate sta finendo. E mentre riprendono le routine, le sveglie, il lavoro e la scuola, anche i nostri capelli iniziano a raccontare quello che hanno vissuto negli ultimi mesi.

Perché l’estate, per quanto bellissima, è spesso una vera prova di resistenza per la chioma. Tra sole, salsedine, sabbia, sudore, bagni infiniti e asciugature improvvisate, i capelli arrivano alla fine della stagione con un bagaglio di esperienze che non sempre coincidono con il benessere.

Ed è proprio da qui che parte la conversazione tra Giada Cipolletta ed Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia e pioniera della tricologia integrata.

Cosa resta dell’estate

Quando osserviamo i nostri capelli a settembre, la tentazione è quella di dare la colpa a una sola causa. In realtà, spiega Elena, è importante distinguere tra ciò che l’estate ha lasciato sugli steli e ciò che ha lasciato sul cuoio capelluto.

Sono due piani diversi:

1) Lo stelo racconta le aggressioni esterne: sole, vento, sale, calore e trattamenti poco attenti.

2) Il cuoio capelluto racconta come ha reagito l’intero organismo a mesi di caldo, cambiamenti di ritmo, alimentazione diversa e maggiore stress fisiologico.

Per capire davvero cosa sta accadendo bisogna osservare entrambi.

Quando i capelli non cadono: si spezzano

Una delle situazioni più frequenti alla fine dell’estate è vedere tanti piccoli capelli ovunque.

Sul cuscino. Sui vestiti. Nella spazzola. La conclusione è quasi sempre la stessa: sto perdendo capelli.
Eppure non sempre è così. Molto spesso si tratta di capelli spezzati e non di capelli caduti. La differenza è semplice ma fondamentale.

Un capello caduto porta con sé il bulbo, quella piccola estremità più visibile che testimonia la sua uscita completa dal follicolo. Un capello spezzato, invece, appare uguale da entrambe le estremità e racconta una storia molto diversa: una storia di fragilità, disidratazione e danneggiamento dello stelo.

È uno dei grandi equivoci del post-estate.

Il sole non schiarisce soltanto

Quando pensiamo all’estate, spesso associamo il sole ai riflessi più chiari e a quell’effetto naturale che molti trovano piacevole.

Ma il sole fa molto di più.

I raggi penetrano nella struttura cheratinica del capello e ne compromettono progressivamente l’equilibrio. L’idratazione si riduce, le proteine che contribuiscono alla struttura si degradano e il risultato è una fibra più vulnerabile.
Se a questo aggiungiamo la salsedine, il vento, il calore e le acconciature troppo strette, il quadro è completo.
Il capello arriva alla fine della stagione più fragile e più predisposto alla rottura.

Il grande problema si chiama disidratazione

In tutta la puntata emerge un tema dominante: l’idratazione.

È lei il vero ago della bilancia del benessere dello stelo. Il sale lasciato a lungo sui capelli contribuisce a sottrarre acqua, il caldo ne favorisce la dispersione e il sole accelera il processo. La conseguenza è un capello che perde elasticità, morbidezza e resistenza. Ed è qui che nasce uno dei paradossi più curiosi della stagione estiva.

Perché i capelli sembrano più voluminosi?

Molte persone, alla fine dell’estate, hanno l’impressione di avere capelli più spessi e corposi. A prima vista potrebbe sembrare una buona notizia. In realtà spesso è l’esatto contrario. Quando un capello si disidrata, le sue squame superficiali tendono ad aprirsi. Al tatto la fibra appare più ruvida, più consistente, quasi più grande.

Ma non è un segnale di forza: è il segnale di una struttura che ha bisogno urgente di essere nutrita e riequilibrata.

Quel volume apparente è spesso una richiesta d’aiuto.

Non soffrono solo i capelli

Se gli steli mostrano ciò che è accaduto all’esterno, il cuoio capelluto racconta qualcosa che riguarda l’intera persona. Per molte persone il caldo non è una semplice caratteristica stagionale, è una vera fonte di stress. L’organismo lavora di più, il sistema cardiovascolare viene messo alla prova, il sonno cambia, l’idratazione non sempre è adeguata e anche l’alimentazione può diventare meno equilibrata.

Tutto questo contribuisce a sostenere processi infiammatori di basso grado che possono influenzare il follicolo pilifero e la sua capacità di produrre capelli in condizioni ottimali.
Per questo motivo la fine dell’estate non coincide automaticamente con il recupero.

I capelli hanno bisogno di tempo

Una delle cose più importanti da ricordare è che i capelli seguono sempre i tempi della biologia.

Non basta la fine delle vacanze perché tutto torni immediatamente in equilibrio. Dopo mesi di caldo intenso, il cuoio capelluto può aver bisogno di diverse settimane per ritrovare la propria normalità. Elena stima che, dopo un’estate lunga circa tre mesi, possano essere necessari uno o due mesi per recuperare completamente l’equilibrio perduto.

È un processo graduale, e va rispettato.

Come aiutare i capelli a riprendersi

La parola chiave è ripristinare.

Ripristinare l’idratazione, i lipidi e la protezione che lo stelo ha perso nel corso dell’estate.

In questa fase diventano particolarmente utili shampoo idratanti, trattamenti nutrienti, maschere e routine mirate a restituire morbidezza, elasticità e compattezza alla fibra.

Allo stesso tempo è importante osservare il cuoio capelluto e comprendere se la stanchezza della chioma sia soltanto esterna o se stia riflettendo uno stato generale di affaticamento dell’organismo.

Spoiler prossimo episodio

Se l’estate lascia i capelli più secchi, più fragili e più stanchi, l’autunno porta una nuova sfida.
È la stagione delle foglie che cadono, e spesso, anche dei capelli.

Nel prossimo episodio di Cosa ti dice la testa, Giada ed Elena parleranno proprio di come preparare la chioma all’autunno e all’inverno: cosa fare dopo il sole, come aiutare il cuoio capelluto a recuperare e come affrontare la famosa caduta stagionale senza panico.

Perché ogni stagione lascia un segno.

E ogni cambiamento, se ascoltato nel modo giusto, può diventare un’opportunità per stare meglio.

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