ragazza che si fa lo shampoo sotto la doccia

Come si lavano i capelli?

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La guida definitiva a un gesto che facciamo tutti, ma non sempre nel modo giusto.

Benvenuti a Cosa ti dice la testa, il podcast in cui sfatiamo miti, rispondiamo alle domande più comuni e vi guidiamo nel mondo della cura dei capelli — e non solo — con un approccio scientifico e olistico integrato. Ci sono argomenti che sembrano talmente semplici da non meritare nemmeno una domanda.

Lavarsi i capelli è uno di questi.

Eppure, proprio le cose che diamo per scontate sono spesso quelle che facciamo in modo più automatico e meno consapevole.

In questo episodio, Giada Cipolletta ed Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia e pioniera della tricologia integrata, affrontano una domanda apparentemente banale ma tutt’altro che scontata: come si lavano davvero i capelli?
Perché tra shampoo, balsami, maschere, doppie detersioni e prodotti specifici, il rischio di fare confusione è molto più alto di quanto sembri.

Il primo errore: pensare di lavare i capelli

Quando facciamo lo shampoo, siamo convinti di lavare i capelli. In realtà, spiega Elena, la vera protagonista della detersione dovrebbe essere la cute. È il cuoio capelluto che accumula sebo, sudore, residui ambientali e cellule morte. Sono questi elementi che richiedono una pulizia accurata. I capelli, nella maggior parte dei casi, vengono puliti “per trasferimento”, cioè grazie al passaggio del prodotto durante il risciacquo.
Per questo motivo il focus deve essere sempre la pelle della testa e non le lunghezze.

Acqua sì, ma alla temperatura giusta

Anche la temperatura dell’acqua ha la sua importanza. Troppo calda rischia di stressare la cute e alterare il film idrolipidico. Troppo fredda non facilita una corretta detersione. L’ideale è un’acqua tiepida, confortevole, che permetta di lavorare sul cuoio capelluto senza creare irritazioni o shock termici.

Sembra un dettaglio, ma nella routine quotidiana i dettagli fanno spesso la differenza.

Quanto shampoo serve davvero?

Qui cade un altro mito.

Molte persone versano lo shampoo direttamente sulla testa e iniziano a massaggiare in modo energico. Altre utilizzano quantità eccessive di prodotto pensando che più schiuma significhi più pulizia.

La realtà è diversa.

Una piccola quantità di shampoo è più che sufficiente. Prima va distribuita tra i palmi delle mani, emulsionata leggermente e solo successivamente applicata sul cuoio capelluto.
In questo modo il prodotto viene distribuito in maniera uniforme e lavora meglio. Il massaggio deve essere eseguito con i polpastrelli, mai con le unghie. L’obiettivo non è “grattare la testa”, ma stimolare delicatamente la superficie cutanea e favorire la microcircolazione.

Uno shampoo o due?

È una delle domande più frequenti. La risposta, come spesso accade in tricologia, è: dipende.

Chi lava i capelli frequentemente, ha capelli corti e non utilizza molti prodotti styling può tranquillamente fare una sola detersione. Diverso è il caso di chi utilizza gel, lacche, mousse o lascia passare diversi giorni tra un lavaggio e l’altro.

In queste situazioni una doppia detersione può essere utile per eliminare completamente residui e impurità che una singola applicazione potrebbe non rimuovere del tutto.

Non significa lavare di più. Significa lavare meglio.

Il risciacquo è più importante di quanto pensi

Molto spesso ci concentriamo sullo shampoo e dimentichiamo il risciacquo. Eppure è proprio questa fase che permette di eliminare sia lo sporco sia il prodotto detergente.

Elena utilizza un’immagine molto efficace: le micelle contenute nello shampoo funzionano come piccole strutture che catturano sporco e impurità. Se il risciacquo non è accurato, tutto ciò che è stato “agganciato” rischia di rimanere sulla cute.

Per questo è fondamentale sciacquare con cura, fino a quando non restano residui.

Balsamo, conditioner e maschera: facciamo chiarezza

Qui iniziano le vere confusioni.

Molte persone utilizzano questi termini come sinonimi. In realtà non lo sono.

La maschera è un trattamento più ricco e concentrato, pensato per apportare nutrimento e sostanze lipidiche a capelli particolarmente secchi, trattati o sensibilizzati. Si applica principalmente sulle lunghezze e sulle punte e richiede un tempo di posa prima del risciacquo.

Il conditioner, o balsamo, ha invece una funzione più leggera. Aiuta a districare, proteggere e disciplinare i capelli dopo la detersione. In alcuni casi basta shampoo e conditioner; in altri può essere utile inserire anche una maschera.

Non esiste una regola universale.

Ogni capello ha esigenze diverse

Uno degli errori più comuni è affidarsi esclusivamente alle scritte presenti sul flacone.

“Capelli normali”, “capelli secchi”, “capelli lisci”, “capelli ricci”.

Sembrano categorie semplici, ma spesso non raccontano davvero la complessità di una chioma.

Come sottolinea Elena, il concetto stesso di “capello normale” è piuttosto discutibile. Esistono capelli più o meno porosi, più o meno spessi, trattati o naturali, ricci o lisci, fragili o robusti. E ognuno reagisce in modo diverso agli stessi prodotti.

Per questo la scelta corretta non sempre passa dal marketing. A volte richiede una valutazione più approfondita delle reali necessità del capello e del cuoio capelluto.

Lavare bene significa prendersi cura

Alla fine della puntata emerge un concetto molto semplice: lavare i capelli non è un gesto meccanico. È un atto di cura.

Non si tratta soltanto di eliminare lo sporco, ma di rispettare l’equilibrio del cuoio capelluto, preservare la salute della fibra e costruire una routine adatta alle proprie caratteristiche. Perché un buon shampoo non inizia dal prodotto: inizia dalla consapevolezza.

Spoiler prossimo episodio

Cosa succede ai capelli a fine estate? Cosa resta dell’estate sulle nostre chiome?

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