ragazza con capelli in mano

Caduta o perdita di capelli? Due parole molto diverse (e perché è fondamentale capirlo)

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“Mi stanno cadendo i capelli!”
È una frase che mette ansia a chiunque, ma che spesso nasce da un equivoco: non tutta la caduta è perdita, e non tutta la perdita è definitiva.

Nella nuova puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta affronta con Elena Pozzan un tema che lei stessa definisce una delle domande più urgenti e fraintese nella sua pratica tricologica quotidiana. Perché sì: tra caduta e perdita c’è un mondo.

Caduta e perdita: non sono sinonimi

Giada apre la conversazione chiedendo se questa differenza sia solo terminologica. Elena, invece, la considera una distinzione cruciale.

La caduta è un processo fisiologico:
il capello conclude il suo ciclo, si stacca dal follicolo e cade. Spesso, dentro lo stesso follicolo, un nuovo capello è già pronto a spuntare. È un ricambio naturale, programmato, che non compromette la densità.

La perdita, invece, racconta tutta un’altra storia.
Quando c’è perdita, il capello non viene sostituito, oppure viene sostituito da una versione progressivamente più sottile. È il caso dell’alopecia androgenetica: ogni ciclo produce un capello più fine, fino a diventare un pelo quasi invisibile. A occhio nudo: spazi vuoti, diradamenti, un “deserto del Sahara”, come dice Elena.

Capire questa differenza significa capire anche se ciò che sta succedendo è temporaneo o richiede un intervento mirato.

Può ricrescere più sano di prima?

Giada chiede se un capello caduto può tornare migliore di com’era.
La risposta di Elena è sì — a certe condizioni.

Se la caduta è stata provocata da stress fisico, emotivo, malattie o periodi difficili, e se l’organismo torna in equilibrio, il nuovo capello può ricrescere più forte e più vitale.
Il capello è una “pianta” che risponde a ciò che accade nel terreno, cioè nel cuoio capelluto e nell’intero organismo.

Ma c’è un dettaglio importante:
un capello lungo venti centimetri rappresenta due o più anni di vita. Migliorare lo stato di salute del nuovo capello significa lavorare prima che cada, non quando è già caduto.
La prevenzione inizia mentre il vecchio capello è ancora lì.

Esiste davvero la caduta stagionale?

Assolutamente sì.

Elena conferma che in autunno molte persone notano un aumento della caduta. Non perché “i capelli cadono come le foglie”, ma perché in estate caldo intenso e raggi UV degradano le proteine di ancoraggio del capello. Quando arriva settembre, ciò che è stato indebolito in luglio o agosto cede il posto al nuovo.

Un altro picco si registra tra fine inverno e inizio primavera, quando freddo intenso, ore di buio prolungate e stress immunitario (raffreddori, influenze, infezioni stagionali) si traducono in una caduta più abbondante dopo 2–3 mesi.

Il capello, come una pianta, risponde sempre a ciò che succede nel terreno.

Malattie, farmaci e capelli: cosa succede davvero

Giada porta un tema importante: la correlazione tra farmaci, malattie e caduta o perdita.

Elena chiarisce un punto fondamentale: la chemioterapia, nella maggior parte dei casi, provoca una caduta, non una perdita permanente.
Il capello torna quasi sempre, prima come un pelino timido, poi come un capello vero e proprio. Molte persone, dopo la guarigione, raccontano di capelli più forti di prima.

Diverso il caso di malattie croniche e farmaci salvavita: l’organismo, quando deve scegliere dove inviare energia, ossigeno e nutrienti, privilegia gli organi vitali. Il follicolo — che non è considerato vitale — viene messo in secondo piano.
Il risultato è un capello che tende ad assottigliarsi, indebolirsi e cadere più facilmente.

Lavare i capelli non provoca caduta (anzi)

Una delle paure più diffuse è che il lavaggio aumenti la caduta.
Elena è chiarissima: non è il lavaggio a far cadere i capelli.

Quelli che troviamo nel piatto doccia erano già caduti o pronti a cadere. Il lavaggio non fa altro che liberarli.
E soprattutto, lascia puliti gli osti follicolari — i “buchini” da cui i capelli spuntano — evitando accumuli di sebo, cellule cheratiniche, inquinamento e residui di styling.

Lavare i capelli in modo corretto aiuta la prevenzione, non la caduta.

Prevenzione: quando iniziare?

Subito.

Giada ricorda a chi segue il podcast che nella descrizione c’è un link ai tecnici tricologi formati all’Accademia di Tricologia. Elena conferma che la prevenzione non riguarda solo la caduta visibile, ma la lettura dei segnali del cuoio capelluto, del bulbo e della salute generale della persona.

Capire come sta il terreno è la chiave per sapere come crescerà la pianta.

[Spoiler] Nel prossimo episodio…

Giada chiude con una domanda che tutti, prima o poi, si fanno: “gli shampoo anti-caduta sono utili o sono marketing?”

Elena sorride e accetta la sfida.
L’appuntamento, quindi, è alla prossima puntata di Cosa ti dice la testa, per capire, con approccio scientifico e olistico integrato, cosa c’è davvero dentro quei flaconi.

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