donna che si pettina

100 colpi di spazzola? Ecco cosa succede davvero ai capelli

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C’è chi lo considera un rituale quasi poetico, chi lo ricorda dai racconti delle nonne, chi pensa sia un gesto di cura e chi lo fa per abitudine. I famosi “100 colpi di spazzola prima di dormire” appartengono all’immaginario collettivo da secoli.
Ma è un mito da rispettare o un’abitudine da abbandonare?

In questa puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta affronta il tema insieme a Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia e figura di riferimento della tricologia integrata. Il risultato è un viaggio sorprendente fra neuroscienze, tradizione e cura consapevole dei capelli.

Da dove nasce il mito dei 100 colpi di spazzola?

Giada apre la puntata con un riferimento affascinante: i giochi d’infanzia, come pettinare le bambole, sviluppano empatia e capacità di prendersi cura dell’altro. È un gesto antico e tenero, che appartiene a tutti.

E proprio dalle epoche lontane arriva il mito dei cento colpi di spazzola.
Elena racconta che, tra Settecento e Ottocento, la spazzolatura era un gesto necessario: non ci si lavava spesso, l’igiene non era paragonabile alla nostra e pettinare a lungo serviva a togliere sporco, polvere, residui… e spesso anche pidocchi.

Oggi, però, le condizioni sono completamente diverse.
La detersione è quotidiana, gli strumenti sono più delicati e la fibra del capello non ha più bisogno di essere “sfregata” per rimanere pulita.

Pettinare cento volte non è più un aiuto: è un danno.

Perché i cento colpi rovinano i capelli

Elena lo dice senza mezzi termini: oggi la pratica dei cento colpi è assolutamente dannosa.
Il motivo è semplice: la spazzola applica uno stimolo meccanico continuo che il capello, per sua natura, non è in grado di sopportare. Lo stelo è forte, sì, ma non è indistruttibile: ha bisogno di rispetto, non di forza bruta.

Il capello va trattato con gentilezza, mai con “cattiveria”, come sottolinea Elena con ironia e fermezza. Più movimenti insistenti facciamo, più rischiamo di:

  • aprire la cuticola
  • provocare attrito
  • spezzare la fibra
  • rendere il capello opaco e fragile

Il vero segreto per pettinare bene? Usare meno forza e più ascolto.

Le mani: il primo strumento di cura

Prima ancora di parlare di spazzole o pettini, Elena suggerisce qualcosa che spesso dimentichiamo: usare le mani.
Le mani sentono i nodi, ne percepiscono la direzione, si adattano. Sciolgono con lentezza e precisione.

Solo dopo aver lavorato i nodi con le dita si passa allo strumento più adatto.
Ed è qui che la qualità fa la differenza: materiali naturali, legno ben levigato, setole di cinghiale o di maiale. Tutto ciò che accompagna il capello con delicatezza e non lo graffia.

Sono invece da evitare le plastiche rigide e a basso costo, che possono presentare microsbavature e danneggiare la cuticola, esponendo la parte interna dello stelo, ricca di cheratina e idratazione.

Pettinare i capelli bagnati: quando sì e quando no

Giada porta un altro mito: i capelli bagnati non si pettinano mai?

Elena chiarisce la differenza fra varie fasi:

  • Durante lo shampoo o subito dopo, con solo acqua sul capello, pettinare è sconsigliatissimo.
    L’acqua allenta i legami interni della fibra: il capello è al suo momento di massima fragilità
  • Dopo aver applicato conditioner, maschera o leave-in, invece, la situazione cambia


Questi prodotti riducono l’attrito, lubrificano gli steli, aiutano a sciogliere i nodi senza spezzare
La regola d’oro rimane la stessa: prima le mani, poi — se serve — un pettine a denti larghi

Ci si deve pettinare prima di andare a dormire?

Il timing è un’altra domanda che torna spesso.
Meglio al mattino o alla sera?

Non esistono prove scientifiche che la spazzolatura serale abbia un impatto diretto sulla salute del capello.
Ma Elena aggiunge due elementi interessanti:

  • Rimuove la polvere accumulata durante il giorno, soprattutto se non ci si lava i capelli la sera
  • Rilassa il sistema nervoso, le mani che scorrono tra i capelli, o una spazzola usata con delicatezza, stimolano la microcircolazione, sciolgono la tensione, favoriscono la produzione di sostanze antinfiammatorie e neurotrasmettitori che accompagnano dolcemente verso il sonno.


Non è una prescrizione tricologica, ma un rituale di benessere che può fare la differenza a fine giornata.

Spazzola o pettine?

Dipende da ciò che si desidera ottenere.
La spazzola agisce su zone più ampie, il pettine in modo più mirato. Entrambi vanno bene, purché usati con gentilezza.

Dal mondo orientale arrivano pettini di ogni tipo di legno: strumenti bellissimi e perfettamente adatti, purché impiegati con dolcezza. Il vero nemico non è lo strumento, ma il modo in cui lo si usa.

Guarda il “gesto da non fare”

Giada, sul finale, invita chi ascolta a passare su YouTube per vedere il famoso “gestaccio” che lei stessa ha fatto durante la puntata: quel movimento troppo aggressivo che spesso facciamo senza rendercene conto.

Perché la cura dei capelli è fatta di dettagli.
E anche un semplice gesto può cambiare tutto.

[Spoiler] Nei prossimi episodi…

Che differenza c’è tra caduta e perdita dei capelli?

Giada chiude l’episodio lanciando il tema della prossima puntata: due parole che sembrano sinonimi ma che, nel mondo della tricologia, raccontano storie completamente diverse.

Se anche tu sei curioso di scoprirlo, non perdere il prossimo episodio di Cosa ti dice la testa.

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