psoriasi nel cuoio capelluto

Psoriasi in testa

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Ci sono temi di cui si parla poco, non perché siano rari, ma perché sono visibili. E ciò che si vede, spesso, mette a disagio.
La psoriasi è una di queste condizioni: cronica, recidivante, difficile da gestire e, soprattutto, emotivamente impegnativa per chi la vive.

In questo episodio di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta affronta il tema in prima persona insieme a Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia, per raccontare cosa succede davvero quando la psoriasi interessa il cuoio capelluto e come imparare a conviverci senza vergogna, con consapevolezza e rispetto.

Cosa succede al cuoio capelluto quando c’è la psoriasi

La psoriasi è una patologia cronica di origine autoimmune.
Significa che il sistema immunitario altera il normale ritmo di rigenerazione della pelle, accelerandolo in modo anomalo. Nel cuoio capelluto questo processo si manifesta con un’infiammazione di base, spesso accompagnata da arrossamento, e da una produzione eccessiva di cellule cheratiniche.

Queste cellule si accumulano strato dopo strato formando le tipiche placche, ricoperte da squame bianche o grigiastre. È un eccesso di pelle, non una mancanza. Per questo in passato qualcuno ha parlato impropriamente di “eccesso di salute”, definizione che oggi sappiamo essere fuorviante: non è una condizione pericolosa per la vita, ma non è nemmeno una pelle sana.

Sotto quella placca, la cute è fragile, infiammata, disidratata.

Parrucchiere sì, ma con attenzione

Una delle paure più diffuse tra chi ha la psoriasi in testa è andare dal parrucchiere.
Non tanto per l’estetica, ma per il timore che un trattamento sbagliato possa peggiorare la situazione.

Elena chiarisce un punto fondamentale: il parrucchiere non “crea” la psoriasi, perché la causa è interna. Tuttavia, un professionista non formato può non riconoscere la fragilità della cute e trattarla come una cute normale, usando prodotti aggressivi, temperature troppo elevate, manovre meccaniche invasive.

La cute psoriasica ha un mantello protettivo alterato, è più secca, più reattiva, più esposta.
Ha bisogno di detersioni delicate, trattamenti lenitivi, rispetto dei tempi e soprattutto di essere osservata, non ignorata.

Prurito, squame e grattamento: il circolo vizioso

Il prurito è uno dei sintomi più difficili da gestire.
Nasce principalmente dalla disidratazione profonda della cute e dall’infiammazione costante. Quando ci si gratta, spesso si asportano le squame, ma sotto di esse la pelle è vulnerabile.

Il grattamento può creare microlesioni, vere e proprie ferite, che diventano una porta d’ingresso per microrganismi normalmente presenti sulla pelle. Questo può innescare una risposta immunitaria ancora più intensa, aggravando il quadro.

Non è solo una questione estetica: è una questione di comfort, di qualità della vita, di serenità quotidiana.

Idratazione: non basta bere più acqua

È uno dei miti più comuni.
Bere acqua è fondamentale per la salute generale, ma nella psoriasi non è sufficiente. La disidratazione cutanea è legata a un’alterazione strutturale della barriera epidermica, non solo a una carenza di liquidi.

Per questo serve un lavoro più ampio, che agisca sia dall’interno sia dall’esterno.

Rimedi naturali: aiuto o illusione?

Molte persone, stanche di trattamenti farmacologici poco risolutivi, si rivolgono a rimedi naturali.
Oli vegetali, aloe, calendula, jojoba possono avere un effetto lenitivo, calmante, idratante. Sono palliativi utili, ma non risolutivi.

La psoriasi non nasce sulla pelle: si manifesta sulla pelle.
Pensare di risolverla solo con applicazioni esterne è riduttivo.

Elena sottolinea l’importanza di un approccio integrato: lavoro sulle emozioni, supporto psicologico, attenzione all’alimentazione, equilibrio intestinale. In molte persone la psoriasi è legata a vissuti profondi, a stress prolungati, a traumi non elaborati. Il sistema immunitario risponde anche a questo.

Il mare aiuta davvero chi ha la psoriasi?

Spesso sì, ma non solo per il sale.

L’acqua del mare contiene oligoelementi, minerali, vitamine disciolte che possono avere un effetto benefico sulla pelle. Ma c’è un altro fattore fondamentale: il contesto.

Vacanza significa rallentare, ridurre lo stress, staccare dalle pressioni quotidiane, dormire meglio, respirare diversamente.
Per molte persone con psoriasi è questo cambio di stato mentale ed emotivo a fare la vera differenza.

Non è solo dove vai. È come stai.

Vivere con la psoriasi: equilibrio, non guarigione

La parola chiave è remissione, non guarigione.
Tenere sotto controllo la psoriasi significa imparare a conoscersi, cambiare alcune abitudini, ascoltare i segnali del corpo e costruire un equilibrio personale, unico.

Non esiste una soluzione valida per tutti. Esiste un percorso.

E in questo percorso il tecnico tricologo formato, il dermatologo, il nutrizionista e, quando serve, il supporto psicologico possono lavorare insieme.

[Spoiler] Nel prossimo episodio

Dopo aver parlato a lungo di Accademia di Tricologia, è arrivato il momento di aprire le sue porte.
Nel prossimo episodio di Cosa ti dice la testa, Giada ed Elena racconteranno che cos’è davvero l’Accademia di Tricologia, cosa fa, come nasce e perché forma professionisti capaci di guardare oltre il capello.

Perché la testa, spesso, dice molto più di quello che vediamo allo specchio.

E a te, cosa ti dice la testa?

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