ricercatrice che fa analisi

I capelli non dimenticano

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Ci sono cose che dimentichiamo nel giro di pochi giorni: un appuntamento, un numero di telefono., dove abbiamo lasciato le chiavi di casa.

E poi ci sono i capelli.

Loro, a quanto pare, dimenticano molto meno di noi.

È da questa provocazione che nasce una delle puntate più affascinanti della serie. Perché quando Elena Pozzan afferma che i capelli registrano tutto, non sta usando una metafora poetica. Sta parlando di qualcosa che la scienza osserva e studia da anni.

Noi siamo abituati a pensare ai capelli come a qualcosa di esterno, quasi decorativo. Eppure portiamo sulla testa una sorta di archivio biologico capace di conservare tracce di quello che abbiamo vissuto. Non si tratta di una memoria come quella del cervello, fatta di immagini, ricordi e pensieri. È una memoria fatta di sostanze, trasformazioni, adattamenti e reazioni.

In fondo lo sappiamo già, anche se non ci pensiamo. Quando sentiamo parlare di test del capello per identificare l’assunzione di sostanze stupefacenti, stiamo parlando proprio di questo. Il capello trattiene informazioni.

Ma non soltanto quelle.

Un archivio lungo anni

Secondo Elena, un capello può conservare tracce di ciò che accade nel nostro organismo per tutto il suo ciclo vitale. Farmaci assunti, sostanze con cui siamo entrati in contatto, esposizioni ambientali, metalli pesanti: tutto può lasciare una firma riconoscibile nella struttura della fibra.

È uno dei motivi per cui l’analisi del capello viene utilizzata anche in ambito forense.

Durante la puntata si apre persino una parentesi quasi investigativa. Elena racconta la propria passione per i cold case e per quei casi storici o giudiziari che sembravano impossibili da risolvere. Proprio grazie ai capelli, oggi, è possibile individuare tracce di piombo, cadmio e altre sostanze che magari non sarebbero mai state rilevate attraverso altre analisi.

Ed è impressionante pensare che una singola ciocca possa raccontare eventi accaduti anni prima.

Ma i capelli registrano anche le emozioni?

È a questo punto che la conversazione si sposta su un terreno ancora più interessante.

Se i capelli registrano le sostanze chimiche, possono registrare anche gli eventi della nostra vita?

La risposta è sì, ma in maniera indiretta.

Non esiste un capello che “ricorda” la tristezza o la paura. Esiste però un organismo che reagisce a quelle emozioni. Quando attraversiamo periodi di stress intenso, il corpo modifica il proprio equilibrio attraverso una cascata di neurotrasmettitori, mediatori infiammatori e cambiamenti metabolici.

E tutto questo può riflettersi sul follicolo pilifero.

Secondo Elena, osservando un capello attraverso strumenti adeguati, è possibile vedere alterazioni che raccontano proprio quei periodi. Modificazioni della cheratina, variazioni nella struttura, zone che appaiono diverse rispetto al resto dello stelo.

È come se il capello costruisse un piccolo calendario della nostra storia biologica.

Quando il corpo ricorda quello che la mente ha dimenticato

Uno degli aspetti più affascinanti della puntata riguarda proprio questo.

Molte persone arrivano in consulenza preoccupate per una maggiore caduta o per un cambiamento improvviso della qualità dei capelli. E spesso la domanda che Elena pone non riguarda il presente.

La domanda è: cosa è successo tre o quattro mesi fa?

All’inizio molti non ricordano nulla di particolare.

Poi iniziano a ripensarci.

Magari c’è stato un lutto. Un trasferimento. Una separazione. La perdita di un animale domestico. Un intervento dentistico. Un incidente.

Eventi che la persona credeva ormai superati e che invece hanno lasciato una traccia nel corpo.

Non sempre. Non in tutti. Non allo stesso modo. Perché ogni individuo reagisce diversamente.

Ma abbastanza spesso da ricordarci che i capelli non sono mai solo capelli.

Una memoria che non giudica

Forse il messaggio più bello di questa puntata è proprio questo.

I capelli non giudicano ciò che viviamo. Non distinguono tra un evento importante e uno apparentemente banale. Registrano semplicemente ciò che il corpo attraversa.

Per questo osservare i capelli significa spesso osservare una parte della nostra storia.

Una storia che a volte abbiamo dimenticato.

Una storia che il corpo, invece, continua a ricordare.

Spoiler prossimo episodio

Se i capelli riescono a raccontare ciò che abbiamo vissuto, allora la domanda successiva diventa inevitabile: quanto riescono ad anticipare ciò che sta per accadere?

Nel prossimo episodio di Cosa ti dice la testa, Giada ed Elena continueranno a esplorare il legame tra capelli, organismo e segnali nascosti. Perché più ci addentriamo in questo viaggio, più scopriamo che la nostra chioma non è solo una questione estetica.

È uno dei narratori più fedeli della nostra storia.

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