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Capelli d’Egitto

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Benvenuti a Cosa ti dice la testa, il podcast in cui sfatiamo miti, rispondiamo alle domande più comuni e vi guidiamo nel mondo della cura dei capelli — e non solo — con un approccio scientifico e olistico integrato.

In questo episodio, Giada Cipolletta ed Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia e pioniera della tricologia integrata, ci accompagnano in un viaggio molto particolare. Non un viaggio nel futuro, ma un salto indietro di migliaia di anni, sulle rive del Nilo, tra faraoni, parrucche, unguenti e rituali di bellezza.
Perché quando si parla di cura dei capelli, gli Egizi hanno ancora molto da insegnarci.

Un popolo innamorato dei capelli

L’antico Egitto non è soltanto piramidi, sarcofagi e geroglifici. È anche una delle civiltà che più ha investito nella cura dell’immagine e del corpo. I capelli, in particolare, rappresentavano molto più di un semplice elemento estetico. Erano un simbolo di status sociale, ricchezza, appartenenza culturale e persino spiritualità.

Visitando i grandi musei dedicati alla civiltà egizia, ancora oggi si rimane colpiti dalla quantità di oggetti destinati alla cura della chioma: pettini, fermagli, decorazioni, strumenti per intrecciare e acconciare i capelli e persino magnifiche parrucche conservate sorprendentemente bene nei secoli.

La sensazione è quella di trovarsi davanti ai predecessori dei moderni parrucchieri.

I primi trattamenti anticaduta della storia

Una delle curiosità più affascinanti riguarda proprio la caduta dei capelli.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, gli Egizi si ponevano molte delle stesse domande che ci facciamo oggi. Anche allora si cercavano rimedi per contrastare il diradamento e preservare la chioma.

Nei papiri del Medio Regno sono state ritrovate formule e preparazioni specifiche dedicate proprio a questo scopo. Più che cosmetici, erano vere e proprie pozioni.

Gli ingredienti, però, farebbero probabilmente storcere il naso alla maggior parte delle persone moderne. Grassi animali provenienti da ippopotami, coccodrilli, serpenti, gatti e altri animali venivano miscelati con oli vegetali, tra cui l’olio di ricino, per creare unguenti destinati alla salute del cuoio capelluto.

Oggi sappiamo che non esistono prove della loro reale efficacia contro la caduta dei capelli, ma una cosa è certa: l’interesse per la prevenzione era già presente migliaia di anni fa.

Capelli bianchi? Un problema anche per i faraoni

Se pensate che la lotta ai capelli bianchi sia una preoccupazione moderna, gli Egizi sarebbero pronti a smentirvi. Anche allora il colore dei capelli era considerato importante e l’incanutimento veniva spesso contrastato con preparazioni a base di minerali e pigmenti naturali.
In particolare, il colore nero era associato a forza, vitalità e prestigio. Per ottenerlo si utilizzavano sostanze che oggi sappiamo essere tossiche, come il piombo.

L’uso di questi ingredienti non si limitava ai capelli. Molti dei celebri cosmetici egizi, compresi alcuni utilizzati per il trucco degli occhi, contenevano elevate concentrazioni di metalli pesanti. Le moderne analisi archeologiche hanno evidenziato come l’esposizione prolungata a queste sostanze fosse probabilmente molto più diffusa di quanto si immaginasse.

Il fascino irresistibile delle parrucche

Se c’è un elemento che identifica immediatamente l’estetica dell’antico Egitto, è senza dubbio la parrucca.

L’immagine che molti hanno in mente è quella del celebre caschetto nero associato a Cleopatra. Anche se storicamente Cleopatra apparteneva a una dinastia di origine greca, l’associazione con l’Egitto resta fortissima. Le parrucche non erano soltanto accessori di bellezza. Erano veri e propri simboli di prestigio.

Più una parrucca era ricca, voluminosa e realizzata con capelli umani di qualità, maggiore era il rango della persona che la indossava. Valeva per uomini e donne allo stesso modo. In molti casi le parrucche erano considerate beni di lusso al pari di gioielli e oggetti preziosi. Venivano tramandate, custodite e perfino deposte nelle tombe come parte del patrimonio destinato ad accompagnare il defunto nell’aldilà.

Bellezza, ricchezza e identità

Le elaborate acconciature egizie non erano solo una questione estetica. Le trecce, gli intrecci e le decorazioni raccontavano chi eri, da dove provenivi e quale posizione occupavi nella società. Alcune acconciature erano talmente complesse da richiedere il supporto di parrucche costruite appositamente per sostenere forme impossibili da mantenere con i soli capelli naturali.

Per gli Egizi, presentarsi con una chioma ordinata, ricca e perfettamente acconciata significava comunicare prestigio, potere e connessione con il mondo divino.

Dietro la parrucca: una questione di igiene

C’è però un aspetto meno noto che spiega in parte la grande diffusione delle parrucche nell’antichità. L’igiene.
Oggi lavare i capelli è un gesto semplice e quotidiano. Nell’antico Egitto non era affatto così.
Le condizioni climatiche, la disponibilità di acqua e l’assenza dei moderni detergenti rendevano la gestione della chioma molto più complessa. Rasare completamente il capo e indossare una parrucca permetteva di mantenere una migliore igiene personale e di controllare più facilmente eventuali infestazioni di parassiti.

Questo era particolarmente vero per sacerdoti e figure religiose.

La rasatura come simbolo di purezza

Nella cultura egizia, la purezza aveva un valore profondamente spirituale.

I sacerdoti, che svolgevano il ruolo di mediatori tra uomini e divinità, erano spesso completamente depilati. Non solo il capo, ma l’intero corpo doveva essere privo di peli. La rasatura rappresentava una forma di purificazione e preparazione al contatto con il sacro. Le parrucche consentivano poi di recuperare un’immagine pubblica prestigiosa e decorosa, senza rinunciare alle pratiche religiose richieste dal loro ruolo.

Cosa possiamo imparare dagli Egizi?

Probabilmente gli antichi Egizi non avevano trovato la formula magica contro la caduta dei capelli.

Non sappiamo se gli unguenti a base di grasso di ippopotamo funzionassero davvero. Possiamo però dire con certezza che avevano compreso qualcosa di molto importante: i capelli meritano attenzione.

Li consideravano una parte fondamentale dell’identità individuale, della salute e della presentazione sociale. Li proteggevano, li decoravano, li curavano e cercavano di preservarli.

In fondo, molte delle domande che ci poniamo oggi sono le stesse che si ponevano loro migliaia di anni fa.

Spoiler prossimo episodio

Dopo questo viaggio tra faraoni, mummie, parrucche e pozioni dell’antico Egitto, il percorso continua. Perché se gli Egizi cercavano già soluzioni per contrastare la caduta dei capelli, una domanda continua ad accompagnarci ancora oggi:

Che cosa possiamo fare davvero quando i capelli iniziano a diradarsi?

E soprattutto: quanto c’è di mito e quanto c’è di scienza?

Nel prossimo episodio di Cosa ti dice la testa, il viaggio continua. Perché i capelli raccontano la nostra storia da migliaia di anni. E hanno ancora molto da dirci.

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