ragazza che indica i suoi capelli unti e grassi

Capelli grassi?

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C’è chi li lava ogni giorno, chi prova mille prodotti, chi evita il conditioner per paura di peggiorare la situazione. Ma quando parliamo di capelli grassi, sappiamo davvero cosa significa?

Nella nuova puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta approfondisce il tema insieme a Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia.

L’episodio cade proprio in occasione del martedì grasso, e quale momento migliore per parlare di… “grasso”, ma in chiave tricologica?

Spoiler: i capelli non sono grassi

È la cute.

Elena lo chiarisce subito: ciò che vediamo sulle lunghezze è sebo trasferito dal cuoio capelluto. Ogni capello nasce da un follicolo pilifero, e accanto a ogni follicolo c’è sempre una ghiandola sebacea, più o meno grande, più o meno attiva. Quando è più attiva, il cuoio capelluto tende a ungersi più velocemente.

E spesso — qui arriva un altro mito sfatato — la predisposizione è genetica. Ci sono famiglie intere in cui tutti hanno cute grassa, esattamente come avviene per colore naturale dei capelli, forma del viso o struttura della pelle.

Ma attenzione: il sebo non è un nemico.

Il sebo è una protezione preziosa

Senza sebo, la cute sarebbe esposta a:

  • disidratazione,
  • microlesioni,
  • attacchi batterici o virali,
  • irritazioni e infiammazioni.

Il sebo fa parte del film idroacidolipidico, una barriera naturale composta da sudore e lipidi che sigilla l’idratazione e protegge.

Il problema insorge quando la ghiandola sebacea è troppo attiva.

Perché la cute “ingrassa”?

Elena spiega che i motivi possono essere diversi, e non sempre intuitivi.

In alcuni casi interviene il metabolismo: un fegato o una cistifellea che lavorano lentamente possono influenzare il modo in cui il corpo processa i grassi, creando squilibri che si vedono anche su cute e capelli.
In altri casi c’entra l’alimentazione, soprattutto quando non è in linea con la capacità fisiologica dell’organismo di gestire i lipidi.

Ma il motore principale della produzione di sebo resta quello ormonale.
La ghiandola sebacea risponde a segnali chimici, e quando questi sono più forti, produce di più.

Lo shampoo “per capelli grassi” non dovrebbe chiamarsi così

Giada introduce un punto delicato: i prodotti.
Siamo abituati a leggere “shampoo per capelli grassi”… ma la formulazione corretta dovrebbe essere: shampoo sebo regolatore.

Questo perché:

  • Lo shampoo si applica solo sulla cute, non sulle lunghezze.
  • I capelli si detergono per trasferimento, cioè con lo scivolamento della schiuma verso il basso.
  • Uno shampoo per cute grassa deve asportare solo l’eccesso di sebo, non tutto il sebo.
  • I migliori sono “intelligenti”: puliscono senza impoverire il film protettivo.

Elena è molto chiara: usare ogni giorno lo shampoo sebo regolatore è controproducente.
Rischia di togliere troppo sebo e innescare un circolo vizioso:

  • la cute si sente “spogliata”,
  • invia un segnale di allarme,
  • la ghiandola sebacea aumenta la produzione,
  • il capello si unge ancora più velocemente.

Come alternare lo shampoo in modo efficace

La strategia più funzionale, secondo Elena, è semplice:

  • Shampoo sebo regolatore: 1 o 2 volte a settimana, non di più.
  • Nei lavaggi intermedi: uno shampoo delicato, lenitivo o ad uso frequente.

Questa alternanza permette di:

  • normalizzare la produzione sebacea,
  • evitare irritazioni,
  • mantenere una detersione efficace senza aggredire.

Il conditioner nei capelli grassi: sì o no?

Un altro mito duro a morire:
“Se ho i capelli grassi, il balsamo non lo devo mettere”.

Niente di più sbagliato.

Il conditioner serve agli steli, non alla cute.
È fondamentale per:

  • chi ha capelli lunghi,
  • per chi li ha trattati, colorati, decolorati, ondulati, piastrati.

Va applicato solo sulle lunghezze, mai sulla cute.

Ed ecco la rivelazione più sorprendente: molte persone con cute grassa hanno allo stesso tempo cute… secca.

Sembra un paradosso, ma non lo è:

  • il sebo non è idratazione;
  • una cute disidratata può spingere la ghiandola sebacea a “lavorare di più”;
  • spesso chi dice “ho capelli grassi” ha in realtà un problema doppio: seborrea + disidratazione.

 

Idratazione: non basta bere acqua

Bere molto è utile, certo, ma non sufficiente.

Elena ricorda che l’idratazione efficace dipende anche dai sali minerali, che mantengono l’acqua nei tessuti e la portano dentro le cellule.
Quando questa parte manca, la cute può disidratarsi anche se beviamo due litri al giorno.

E una cute disidratata… produce ancora più sebo.
Il famoso loop.

In sintesi: capelli grassi ≠ cute da “sgrassare”

La soluzione non è “togliere tutto il sebo”, ma ripristinare l’equilibrio.

Questo passa da:

  • prodotti intelligenti e usati correttamente,
  • alternanza di detergenti,
  • idratazione interna ed esterna,
  • conditioner sulle lunghezze,
  • analisi professionale quando necessario.

Ed è qui che entra in gioco il ruolo dei tecnici tricologi formati all’Accademia di Tricologia: figure capaci di osservare, valutare e interpretare i segnali della cute.

[Spoiler] Nel prossimo episodio…

Giada chiude con una domanda che cambia completamente prospettiva: E quando i capelli non cadono… ma vengono strappati? Il prossimo episodio sarà dedicato alla tricotillomania, una patologia complessa e spesso poco compresa.

 

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Capelli grassi?
Episodio 10