donna che si tocca i capelli

Che cos’è la tricofilia?

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Ci sono parole che incuriosiscono al primo ascolto e “tricofilia” è una di queste: melodica, quasi romantica, e legata a qualcosa che quotidianamente accompagna ognuno di noi, i capelli.

Nella nuova puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta e Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia, esplorano questa parola in modo scientifico, psicologico e culturale, lasciando completamente da parte ogni sfumatura inappropriata e indagando ciò che la filosofia, l’antropologia e la psicologia dicono davvero del nostro “amore” per i capelli.

Tricofilia: amore, interesse, fascinazione

La tricofilia è una forma di particolare affetto, interesse o fascinazione nei confronti dei capelli.

Non parliamo di aspetti intimi o problematici, ma di:

  • cura
  • attenzione
  • valore estetico
  • significato simbolico

I capelli, da sempre, rappresentano identità, forza, appartenenza, cultura, autostima. Quindi, è del tutto naturale che alcune persone sviluppino un legame emotivo o simbolico con la propria chioma o con quella altrui.

La forma più comune? Quella dell’infanzia

Elena introduce un’immagine dolcissima e universale: i bambini che cercano i capelli della mamma per consolarsi, stringersi, trovare sicurezza.

Questo comportamento non ha nulla di inusuale: appartiene alla sfera dell’attaccamento.

Pensiamoci: il contatto con i capell rassicura, calma, mette in relazione e aiuta a regolare le emozioni. È una forma primordiale di legame, come stringere un pupazzo o la copertina preferita.

Preferenze estetiche: bionde, rosse, ricce, lisce

Giada porta un tema diffuso nella cultura pop: “Gli uomini preferiscono le bionde: una forma  cromatica di tricofilia?”

Elena lo legge con un taglio psicologico e archetipico:

  • il biondo è culturalmente associato alla “luminosità”, alla delicatezza, a elementi simbolici di purezza
  • il rosso evoca energia, carattere, intensità, storicamente collegato al fuoco
  • il riccio richiama vitalità, movimento, creatività
  • il liscio comunica ordine, linearità, armonia

Sono costruzioni culturali, non regole biologiche.
Preferire un colore o una texture particolare è un fenomeno estetico, simbolico, legato all’immaginario collettivo, a volte influenzato dalla propria storia familiare e personale.
Non c’è nulla di “strano”, né nulla che abbia a che fare con aspetti inappropriati.

Il tricofilo “buono”: chi ama prendersi cura

Tra le forme più diffuse e sane di tricofilia troviamo:

  • chi dedica molto tempo alla cura dei propri capelli
  • chi trova rilassante pettinarli o acconciarli
  • chi adora le routine di benessere del cuoio capelluto
  • chi nota subito un bel taglio o una bella piega
  • chi apprezza il lavoro dei professionisti del settore

In questo senso, dice Elena, molti parrucchieri e tecnici tricologi sono tricofili per definizione: amano davvero i capelli, li osservano, li studiano, li fanno fiorire.

È una passione professionale autentica, ed è proprio ciò che permette loro di creare bellezza.

Le forme più eccentriche di tricofilia

Giada chiede se esistano forme più “insolite”, come l’hair cutting fetish
Elena chiarisce che alcune manifestazioni appartengono alla sfera clinica e psicologica e non rientrano più nella tricofilia ma in comportamenti da valutare con specialisti.

[Spoiler] Nel prossimo episodio

Che rapporto c’è tra il sole e i capelli? Il sole danneggia i capelli?

Dalla fotoprotezione alle schiariture naturali, fino alle domande più frequenti sull’estate: la prossima puntata porterà luce, in tutti i sensi.

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