Il mito, la scienza e ciò che accade davvero a cute e stelo
Tra i rimedi più diffusi nella tradizione popolare c’è lui:
il risciacquo finale con acqua fredda, celebrato come il segreto per capelli più lucidi, più forti e cuoio capelluto “attivato”.
Ma è davvero così?
Nell’episodio di oggi di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta affronta il tema insieme a Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia. Il risultato è una conversazione illuminante che separa miti, sensazioni piacevoli e realtà biologica.
Cute e stelo: due mondi diversi sotto lo stesso tetto
La prima grande distinzione che Elena mette in chiaro è questa:
cute e stelo non rispondono allo stesso modo all’acqua fredda.
E questa differenza cambia completamente la nostra interpretazione del famoso “colpo di freddo”.
Sulla cute
L’acqua fredda provoca uno stimolo immediato, quasi uno “shock”, che attiva momentaneamente la microcircolazione. Ma questo non significa che faccia bene.
Il follicolo pilosebaceo è un organo: lavora bene solo in condizioni di temperatura stabile.
Gli sbalzi improvvisi — sia molto freddo che molto caldo — creano confusione alla ghiandola sebacea e al meccanismo che produce il capello.
Risultato?
Il cuoio capelluto può reagire producendo più sebo, sporcandosi più velocemente.
Sullo stelo
Qui il discorso cambia.
Lo stelo è una struttura cheratinica inerte.
Quando lo shampoo e l’acqua tiepida aprono leggermente le squame del capello, un risciacquo freddo può aiutare a richiuderle, rendendo la superficie più compatta e luminosa.
Da qui nasce l’effetto “capello più brillante”.
La regola, quindi, è semplice: l’acqua fredda bene sullo stelo, non sulla cute.
L’acqua non sgrassa
Giada introduce un altro mito comune:
“l’acqua fredda sgrassa, quella calda sgrassa di più”.
Elena lo chiarisce definitivamente: né l’acqua calda né quella fredda sgrassano.
È il detergente, con i suoi tensioattivi, che rimuove sebo e impurità.
L’acqua calda, semplicemente, attiva di più i tensioattivi, per questo percepiamo un effetto più “sgrassante”.
Sul cuoio capelluto, però, troppa acqua calda:
- accentua l’azione dei tensioattivi
- sensibilizza la cute
- può aumentare la produzione di sebo per “difesa”
Di nuovo, l’equilibrio è la chiave.
Acque termali, piscine e contesti “speciali”
Non tutta l’acqua è uguale.
Acqua termale
La cute può beneficiare dei microminerali dell’acqua termale, ma gli steli — soprattutto se trattati, colorati o sfibrati — rischiano di sensibilizzarsi.
Piscina e cloro
Il cloro è un alcalinizzante e apre moltissimo la cuticola: tira fuori il colore (naturale e chimico), disidrata e impoverisce la fibra.
Meglio proteggere gli steli con:
- cuffia
- oli protettivi o fluide cosmetici preimmersione
- una routine ricca di conditioner e maschera dopo l’allenamento
Il cuoio capelluto, invece, è più resistente ma preferisce comunque temperature neutre.
Acqua fresca e irritazioni: quando aiuta e quando no
Chi ha la cute reattiva spesso usa l’acqua fredda per “calmare”.
Ma anche qui serve distinguere:
- Acqua fredda (10°C) → troppo aggressiva
- Acqua fresca (35–36°C) → può dare sollievo senza impattare negativamente
Il freddo attenua temporaneamente il fastidio perché “distrae” le terminazioni nervose, ma non è una cura.
In caso di irritazioni serve comprendere la causa e trattarla con prodotti appropriati.
L’acqua fredda protegge il colore?
Non direttamente.
Non “fissa” il pigmento.
Quello che fa è mantenere la cuticola chiusa, e una cuticola più ordinata:
- riflette meglio la luce
- trattiene più a lungo l’idratazione
- disperde meno rapidamente il colore chimico
Quindi sì: l’effetto luminoso è reale, ma non è magia. È fisica.
Massaggio + acqua = un rituale antichissimo
Verso la fine della puntata, Elena porta un’immagine meravigliosa: i primi movimenti della nostra vita avvengono in acqua, immersi in un ambiente liquido e massaggiante nella pancia materna.
Ecco perché l’acqua ci rilassa, il massaggio ci distende,
l’unione dei due crea un senso di benessere profondo.
Il risciacquo non è solo un gesto tecnico: è un gesto sensoriale, quasi primordiale.
Quanto deve durare il risciacquo?
Non esiste un tempo universale.
Dipende dalla lunghezza e dalla massa dei capelli.
L’unica regola è questa: il prodotto deve essere completamente eliminato dall’acqua, non dall’asciugamano.
Il risciacquo è parte fondamentale della detersione.
Shampoo, conditioner e maschera non vanno “asciugati”: vanno risciacquati.
Usa l’acqua fredda… ma nel modo giusto
In sintesi:
- sì acqua fredda sugli steli, per compattare la cuticola e aumentare la brillantezza
- no acqua fredda sulla cute, per non alterarne l’equilibrio termico
- no a sbalzi estremi
- sì all’acqua fresca, al massaggio, alla consapevolezza del proprio bagno di cura
E come ricorda Elena, l’equilibrio — anche sotto la doccia — fa tutta la differenza.
[Spoiler] Nel prossimo episodio…
Giada chiude l’episodio con una nuova domanda:
Ma quanto dobbiamo pettinare i capelli? E con cosa?
Una puntata che, dopo quella dei “100 colpi di spazzola”, si preannuncia irresistibile.





