ragazza con capelli metò ricci e metà lisci

Capelli ricci o lisci?

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È una delle domande più spontanee e più antiche quando si parla di capelli: perché alcuni nascono con i capelli lisci come spaghetti e altri con riccioli che sembrano opere d’arte?
E soprattutto: cosa succede quando cerchiamo di trasformarli?

Nella nuova puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta guida una chiacchierata vivace e chiarissima con Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia. L’obiettivo è sfatare miti, raccontare la biologia dei capelli e fare pace con ciò che ci ha donato la genetica… oppure capire come modificarlo in modo consapevole.

Lisci o ricci: una questione di forma

Giada apre con una domanda semplice ma fondamentale: che differenza c’è tra un capello liscio e uno riccio?

La risposta di Elena è limpida: tutto parte dalla forma del follicolo.

Nei capelli lisci i follicoli sono orientati in modo uniforme, “ordinati”, mentre nei capelli ricci il follicolo ha una geometria più “creativa”, irregolare, e determina un fusto che si curva, si avvolge o si increspa.
E questo non dipende da ciò che facciamo nella vita: è scritto nel nostro DNA fin dal secondo o terzo mese di gestazione, quando i follicoli piliferi si formano definitivamente.

Non esiste quindi una scelta consapevole, né un’impostazione emozionale: è la biologia che decide, e lo fa molto prima che nasciamo.

Ricci, capricci e caratteri: c’è davvero una correlazione?

Giada porta un tema affascinante: il famoso detto “per ogni riccio un capriccio”.
È davvero vero che chi ha capelli ricci ha anche un temperamento più libero e creativo?

Scientificamente, Elena spiega che non esiste alcuna conferma.
Eppure, nel mondo degli studi comportamentali, qualche osservazione suggestiva è emersa: chi ha capelli ricci tende spesso a essere più spontaneo, anticonvenzionale o istintivo, mentre chi ha capelli lisci mostra talvolta una maggiore propensione alle regole e alla linearità.

Non si tratta di scienza dura, ma di affascinanti correlazioni culturali. La personalità resta un territorio molto più complesso della forma di un capello.

Cosa succede quando un liscio vuole diventare riccio

Per trasformare un capello liscio in riccio non basta volerlo: serve intervenire sulla sua architettura interna.

Elena descrive con chiarezza cosa avviene durante una permanente: i ponti di solfuro, i “pioli” che tengono insieme le catene cheratiniche, vengono temporaneamente rotti grazie a sostanze alcaline. Il capello viene avvolto su un bigodino, che funge da stampo. Poi, attraverso una fase di acidificazione, i ponti vengono ricomposti in una nuova posizione.

Il risultato: un riccio stabile, spesso fino al taglio.

È però un processo delicatissimo: il capello modificato chimicamente diventa più fragile, più esigente e più soggetto a disidratazione.
La cura cosmetica, sia in salone sia a casa, è fondamentale per mantenere lo stelo in equilibrio.

…E quando un riccio vuole diventare liscio

Il processo inverso non è meno complesso.
Le lisciature chimiche, dalle “brazilian” alle versioni più moderne, agiscono sempre sugli stessi ponti interni, per poi fissare la fibra in una versione più lineare. Oltre ai prodotti chimici, entrano in gioco piastre ad altissima temperatura, usate più volte sulla stessa ciocca.

Anche qui vale una regola: non si tratta di un semplice gesto estetico, ma di un cambiamento strutturale che richiede grande attenzione e una routine specifica per preservare idratazione e integrità della fibra.

Il metodo più naturale, come ricorda Elena, resta quello che amiamo o temiamo di più: lasciare i capelli nella loro forma originale.

La vera chiave? Cura, equilibrio e professionisti preparati

Al di là delle preferenze estetiche, capelli lisci e ricci hanno un punto in comune: possono diventare fragili se trattati senza criterio.
Che si parli di permanenti, lisciature, piastre, bigodini creativi o persino trucchi fai-da-te con calzini e penne, il messaggio non cambia: tutto ciò che modifica la forma naturale del capello interagisce con la sua struttura più intima.

Per questo Elena suggerisce sempre di affidarsi a professionisti formati in tricologia, capaci di:

  • valutare le condizioni del capello e del cuoio capelluto
  • intervenire in modo personalizzato
  • preservare la competenza cheratinica
  • accompagnare la persona con consigli specifici e sostenibili


Nessuna trasformazione deve sacrificare la salute dei capelli o il benessere della testa.

E tu come sei? Liscia, riccia o una via di mezzo?

Giada chiude l’episodio con una domanda che diventa un invito alla partecipazione: come sono i tuoi capelli? Li lasci naturali o ami trasformarli? Preferisci ricci disciplinati, onde morbide, liscio assoluto o un mix?

Raccontalo nei commenti: Cosa ti dice la tua testa?

[Spoiler] Nel prossimo episodio…

Giada chiude lanciando una domanda molto gettonata: il risciacquo con acqua fredda fa davvero bene ai capelli e al cuoio capelluto? Elena tornerà per rispondere anche a questo.

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