Capelli e credenze: cosa c’è davvero dietro i rimedi della nonna?

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La tradizione popolare è piena di piccoli segreti tramandati da generazioni, rimedi domestici che promettono miracoli e consigli che si diffondono ancora oggi, soprattutto sui social. Ma quanti di questi funzionano davvero? E soprattutto: quanti possono invece danneggiare i capelli?

Nella nuova puntata di Cosa ti dice la testa, Giada Cipolletta apre la dispensa della nonna insieme a Elena Pozzan, fondatrice dell’Accademia di Tricologia, per analizzare ciò che per anni abbiamo dato per scontato. Una clessidra sul tavolo, simbolo del tempo che passa e delle abitudini che restano, scandisce una conversazione ricca di sorprese.

L’olio d’oliva: nutrimento per il corpo, non per i capelli

Il primo ingrediente “incriminato” è l’olio d’oliva, un grande classico dei rimedi fai-da-te.
L’idea di spalmarlo sulla testa nasce dalla convinzione che, essendo nutriente per l’organismo, lo sia anche per il capello. Ma lo stelo non si nutre dall’esterno: ciò che vediamo è una fibra cheratinizzata, inerte, che trae forza solo dall’alimentazione e dai processi interni al follicolo.

Applicare olio d’oliva sui capelli crea una pellicola che, inizialmente, può sembrare emolliente, ma nel tempo ossida, si irrigidisce e diventa difficile da rimuovere senza ricorrere a detergenti troppo aggressivi.
Il risultato? Una fibra più secca, più ruvida e più esposta al danno.

Come dice Elena: se già è complicato pulire un piatto unto d’olio, immaginiamo una testa intera.
È un rimedio che appartiene più alla nostalgia che alla scienza.

Il tuorlo d’uovo: un vecchio mito con un odore poco romantico

Secondo capitolo: l’uovo.
Molti ricordano impacchi casalinghi a base di tuorlo utilizzati per “ingrossare” il capello o renderlo più forte. Anche qui la logica sembra lineare: se l’uovo è nutriente, allora lo sarà anche per i capelli.

In realtà, come accade per l’olio, il tuorlo applicato sullo stelo crea una patina grassa che ossida e altera la cuticola. Non nutre: al contrario, può indebolire la fibra, togliere idratazione e rendere difficile il risciacquo, obbligando a detergenti troppo intensi.

E poi c’è il dettaglio — non trascurabile — dell’odore.
Insomma: meglio usarlo per una torta che per un impacco.

Il rosmarino: mito, confusione e un po’ di verità

Qui la discussione si fa più interessante, perché il rosmarino è diventato popolarissimo sui social come rimedio per la crescita dei capelli. Ma non tutto il “rosmarino” è uguale.

Esistono due mondi distinti:

  1. L’acqua al rosmarino: l’infusione di rosmarino fresco o secco nell’acqua produce una soluzione dal profumo piacevole, ma con un pH poco compatibile con cute e capello. L’acqua, già di per sé leggermente aggressiva, apre la cuticola e può disidratare lo stelo. Usata occasionalmente non crea disastri, ma usata con costanza può rendere le punte secche e fragili.

  2. L’olio essenziale di rosmarino: è un’altra storia. L’olio essenziale, se puro e veicolato correttamente (mai applicato direttamente!), può stimolare la microcircolazione del cuoio capelluto, favorendo un ambiente più sano per il follicolo.
    Non fa crescere il capello direttamente: lavora sulla radice, non sulla fibra. Ma può sostenere una crescita più attiva là dove il follicolo è pigro.

Il veicolante è fondamentale: non un olio d’oliva da cucina, ma un olio cosmeticizzato o oli come jojoba, mandorla o cocco. Il fai-da-te improvvisato, qui più che altrove, può creare più problemi che benefici.

Quando la tradizione non basta più

Il filo rosso dell’episodio è chiaro: ciò che funziona in cucina non funziona necessariamente sulla testa.
Molti rimedi tradizionali sopravvivono perché “si è sempre fatto così”, ma oggi sappiamo che cute e capelli hanno esigenze precise, chimiche e fisiologiche, che richiedono competenza.

Per questo Elena insiste sull’importanza di rivolgersi a chi studia davvero la tricologia e conosce la differenza tra ingredienti cosmetici sicuri e rimedi improvvisati. L’obiettivo non è demonizzare la tradizione, ma capire quando rischia di fare più male che bene.

La tua dispensa cosa nasconde?

La clessidra si svuota e Giada invita il pubblico a partecipare:
quali ingredienti della tradizione vorresti vedere “smontati” o approfonditi?
Rosmarino, ortica, limone, aceto, birra… la lista dei rimedi casalinghi potrebbe riempire un libro intero.

L’importante è ricordare che ogni testa parla una lingua tutta sua. E che prima di seguire un consiglio virale, vale sempre la pena chiedersi: cosa dice davvero la mia testa?

Hai un rimedio della nonna da mettere alla prova?

Scrivilo nei commenti: potrebbe diventare il protagonista della prossima puntata.

[Spoiler] Nel prossimo episodio…

Nel prossimo episodio capiremo, finalmente, che cos’è la tricologia: di cosa si occupa? Chi è un tecnico tricologo? Cosa fa?
Alla prossima!

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